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In autunno non perdere l’occasione per una serata all’Osteria il Sagrantino!

Giovedì 29 Novembre l’Osteria, in collaborazione con la Tenuta San Pietro al Pettine, propone una cena SPECIALE dedicata ad un’autentica prelibatezza: il TARTUFO BIANCO!

L’osteria propone:

Calice di Benvenuto

Involtino di verza con Verdure Croccanti,
Zafferano di San Marco, Trifola di Tartufo Bianco

Uovo morbido con Fonduta di Caciotta di Colfiorito
su Vellutata di Patate, Trifola di Tartufo Bianco

Tagliolino fatto in casa al Tartufo Bianco

Baccalà dell’Osteria, Polentina fritta,
Scaglie di Tartufo Bianco

Gelato di Nocciola su Crumble al Cioccolato
e Tartufo Bianco
oppure
Lime-Tarte con Meringa Bruciata

Acqua

Caffè e Servizio

Una vasta scelta dei migliori vini umbri, nazionali e internazionali!

€ 50,00 a persona

PRENOTA SUBITO TELEFONANDO ALLO

0742 718288

o compilando il modulo di prenotazione online

Qualche curiosità sul TARTUFO BIANCO

Il Tartufo Bianco (Tuber Magnatum Pico) è un prodotto della natura ricco di suggestione e mistero. Il re dei funghi è stato guardato per secoli con sospetto: gli antichi non riuscivano a spiegarsi come mai crescesse sotto terra e vivesse in simbiosi con le radici delle piante. Il motivo è semplice: il tartufo bianco, come tutti i funghi ipogei, essendo totalmente privo di clorofilla,  “succhia” le sostanze di cui ha bisogno da altri organismi. Le quote altimetriche più favorevoli per il suo sviluppo vanno dai 200 ai 700 metri sul livello del mare, a quote superiori può restare danneggiato in caso di gelate invernali. L’intensità, la finezza del suo profumo e anche il suo sapore, dipendono e si differenziano a seconda dell’albero con cui vive in simbiosi. Il tartufo bianco allo stato fresco ha un tempo di conservazione molto limitato ed è opportuno consumarlo il prima possibile.
 
E’ talmente pregiato che esiste una vera e propria Borsa del Tartufo che fornisce da ottobre a dicembre le quotazioni aggiornate settimanalmente del “tuber magnatum pico”, con forti oscillazioni da un anno all’altro in relazione all’andamento climatico e stagionale. 

La raccolta dei tartufi si fa con l’aiuto di cani di diverse razze, si vocifera che i più abili siano meticci di grossa taglia a pelo liscio ed ondulato, con la coda a spazzola. Una volta al posto dei cani venivano utilizzati i famosi “maiali da tartufo“. Ma i suini andavano così ghiotti delle profumate “pepite bianche” che era difficile togliergliele dalle fauci una volta addentate. Puntualmente si assisteva a una bizzara gara di corsa tra il maiale e il padrone per vedere chi s’impadroniva per primo del tartufo. I tartufai, di conseguenza, hanno ben pensato di sostituire i maiali con i cani: dotati di un olfatto meno fino, certo,  ma più “affidabili”.

DOVE SIAMO?

La nostra osteria si trova sulla STRADA DEL SAGRANTINO a due passi da MONTEFALCO.

CLICCA SULLA FOTO PER I DETTAGLI:

 

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